“Ma perché ce l’avete con i doppiatori?” Angelo Maggi presenta il suo scintillante libro. E la sua vita

Angelo Maggi è uno di più grandi doppiatori italiana, dalla carriera quasi quarantennale. Presenta il suo libro “Il camaleonte” da Galla venerdì 4 aprile. Maggi è la voce di Tom Hamks, di Iron Man, del dottor Cox di Scrubs, del commissario Winchester dei Simpson e dell’agente speciale Leroy Jethro Gibbs

“Un tempo i cinquantenni mi battevano sulla spalla per guardarmi in viso se mi sentivano parlare al supermercato perché credevano ci fosse Tom Hanks alla cassa. Adesso sono i ragazzi che si meravigliano perché credono che stia parlando Iron man. È la magia del doppiaggio”. A parlare è Angelo Maggi, 69 anni, uno dei grandi doppiatori del cinema italiano. Sposato con Elisa, padre di Tommaso e Flavia, Maggi è a Vicenza venerdì 4 aprile per presentare alle 18 alla Libreria Galla il suo libro, intitolato Il camaleonte, che racconta la sua vita. Chi scrive dialogherà con lui.

Angelo Maggi, uno dei grandi doppiatori italiani: la sua arte l’ha trasferita anche in teatro con lo spettacolo Il doppiAttore

L’incontro è stato reso possibile dall’amicizia di Maggi con Nicola Piovesan: assieme a Francesco Pannofino, a gennaio hanno interpretato ad Asiago il corto di Piovesan intitolato L’ospite, ambientato nella Prima Guerra Mondiale. Piovesan, uomo delle tre vite perché da farmacista in corso San Felice s’è trasformato in scrittore (del resto in famiglia ha illustri precedenti, dalla zia Mariangela Cisco a Gigi Ghirotti) e quindi anche in sceneggiatore di film, è stato definito da Maggi “un ragazzo che scrive maledettamente bene”: è un giudizio che vale molto, quand’è pronunciato da un attore che è stato scoperto e ha recitato con Vittorio Gassman, quindi con Giorgio Albertazzi, Vittorio Caprioli, Mario Carotenuto prima di scoprire il doppiaggio, ossia quella che lui dipinge come La voce oltre il buio e intraprendere una carriera scintillante. Oddio, Gassman nei complimenti si esprimeva con altra enfasi. Si rivolgeva a lui e si complimentava di fronte a tutti: “Bravo Angelino! Angelino lo metterà nel culo a tutti”. Gassman è il più grade, testimonia oggi Maggi, “perché non era solo un mostro a teatro ma sapeva anche insegnare. E amava il doppiaggio. Giudicava le persone dal sudore“.

Albertazzi invece Angelo l’ha fatto arrabbiare moltissimo una volta, ma il perché dovrete scoprirlo da soli. Anticipo solo che qui c’entra un’altra passione del Nostro, che è la maggica, ossia la Roma. A proposito, nota per i tifosi vicentini: Angelo ricorda che la prima partita cui assistette fu un Roma-Lanerossi del 1970 finita 4-1 all’Olimpico: erano i biancorossi di Pianta, Maraschi, dei vecchi Carantini e Cinesinho e di un certo Nevio Scala.

Il libro che Maggi presenta è, come lui, scintillante. Scritto assieme a Valeria Biotti con maestria, è profondo e leggero al tempo stesso: attenzione, leggero non vuol dire superficiale bensì è la leggerezza di Calvino, ricca di contenuti: un airone che vola non una piuma che cade. Sono 190 pagine, edite da Biblioteka, che scivolano via succulente, infarcite di tranches de vie, racconti di vita brillanti o che spingono a riflettere; sarebbe sminuente liquidarli come aneddoti. C’è molto di più. È stata indubbiamente una vita ricca quella di Angelo, che è davvero una persona di stile, vincitore del famoso scolapasta d’oro ai tornei di tennis estivi di Ugo Tognazzi o giocatore di calcio nella Nazionale Artisti con Massimo Troisi, attore in Sapore di mare o collega che ha stretto la mano a Jack Lemmon. “È un sogno la sua vita incantata” sintetizza Enrico Vanzina, amico di una vita, nella prefazione.

In mezzo agli incontri e alla vita privata c’è “la seconda madre che dà nutrimento”, come lui definisce il doppiaggio. Chissà in quanti film e serie tv l’avrete sentito Angelo Maggi. Cominciamo: è la voce italiana di Tom Hanks, che ha seguito in 35 film; è la voce di Robert Downey jr. ossia Iron man dell’universo Marvel; è la voce del dottor Perry Cox nell’indimenticabile Scrubs; è Hugh Grant in Notting Hill; è la voce del napoletanissimo commissario Winchester dei Simpson; e, a proposito di agenti, è la voce dell’agente speciale Leroy Jethro Gibbs di Ncis e per me ha un valore specialissimo, visto che Tony Di Nozzo, il secondo di Gibbs, non è altro che il nome Toni Di Lorenzo in italo-campano-americano. Allego un video nel quale Michael Weatherly e Cote de Pablo, provocati da mio figlio Paolo che li ha incontrati a Cannes, commentano in modo diverso questa identità.

Michael Weatherl e Cote de Pablo esprimono il loro punto di vista per aver trovato un altro Tony Di Nozzo in Italia, cioé il sottoscritto. Lei spiega che fra i due preferisce me, Di Nozzo conclude che per questo motivo dovrà uccidermi. Ripresa di mio figlio Paolo, sulla destra, a Cannes l’anno scorso.

Torniamo al doppiaggio, perché non è tutt’oro quello che luccica. La questione, che pure è trattata nel libro con mano leggera ma efficace, è decisiva: sono molti i registi che detestano i doppiatori. Parlando ad Asiago a margine delle riprese de L’ospite, Maggi mi ricordava che fra i detrattori del lavoro dei doppiatori ci sono nomi illustri: da Michelangelo Antonioni a Bernardo Bertolucci, da Gabriele Muccino a Elio Germano. “Abbiamo la scuola di doppiaggio migliore del mondo – risponde – perché vogliamo privare il pubblico di questa eccellenza?” Ricorda che Fellini adorava i doppiatori a tal punto che agli attori faceva ripetere i numeri durante le scene (bastava che suscitassero l’emozione giusta, che poi non è semplice) tanto poi nel doppiaggio metteva le battute vere. Tenete presente, per fare un altro esempio, che nei film di don Camillo e Peppone, Fernandel parlava in francese durante le riprese, mentre Gino Cervi in italiano. Ci ha pensato il grandissimo Carletto Romano a sistemare le cose in fase di doppiaggio. Romano, va ricordato, era anche il doppiatore ufficiale di Alfred Hitchcock (ricordate? il suo “Buonasera” introduceva i suoi episodi e già dava i brividi) e di Nick Carter di Gulp! Fumetti in tv serie seguitissima negli anni Settanta.

Antonio Di Lorenzo