Erri De Luca la definisce “un viaggio straordinario tra scenografie e architetture che raccontano la magia del teatro”. È la mostra Teatralità. Architettura per la meraviglia che si aprirà l’11 aprile in Basilica palladiana fino all’8 giugno. Presenta 80 opere di Patrizia Mussa, fotografa e pittrice, che s’è concentrata su altrettanti luoghi, molto spesso teatri ma non solo: li ha fotografati e poi ha ripassato i lavori con i colori a pastello evidenziando i contorni. Pittrice di fotografie, si definisce la quasi settantenne artista torinese, che ha studiato e lavorato a Milano (negli anni Settanta da pubblicitaria) ma adesso vive e lavora tra il capoluogo piemontese, da cui è originaria, e Parigi. Nella capitale francese ha realizzato molte mostre di suoi lavori: da Warless Theatres, dedicati ai paesaggi di Afghanistan, Yemen ed Etiopia fino a Le temple du soleil, sull’architettura dell’utopia di Jean Balladur e poi ancora La buona ventura – Etranges etrangers, ritratti di italiani a Parigi.

Il teatro alla Scala di Milano, fotografato e ripassato con i pastelli da Patrizia Mussa
La mostra Teatralità, che ha girato da Palermo a palazzo Reale di Milano, da Parigi (all’Istituto italiano di cultura) arriva prossimamente a Vicenza per poi puntare a Los Angeles. È curata da Antonio Calbi, è promossa dal Comune di Vicenza, prodotta da Studio Livio con il sostegno di Gemmo, celebre gruppo imprenditoriale che ha già mostrato sensibilità verso Vicenza con varie iniziative. L’ingresso alla mostra è gratuito, nel senso che è compreso nel biglietto di ingresso per visitare la Basilica.

L’artista Patrizia Mussa di fronte ad alcune sue opere
Le opere teatrali e architettoniche fotografate e dipinte spaziano per tutta l’Italia: Scala di Milano, teatro Massimo di Palermo, San Carlo di Napoli, Fenice di Venezia, Argentina di Roma, La Pergola di Firenze, l’Olimpico di Vicenza, i teatri di Sabbioneta e di Mantova. Sono riprese altre architetture che dimostrano la loro vocazione teatrale: la reggia di Venaria nel Torinese, quella di Stupinigi, la reggia di Caserta, palazzo Grimani di Venezia. Si tratta di maxi foto pastellate che mostrano colore e grazia, come le ha definite l’artista, e offriranno un fascino particolare al visitatore. Le opere, infatti, diventano molto simili a dipinti o arazzi.

Il teatro di Sabbioneta a Mantova
Mentre l’assessora Fantin sottolinea che questo evento è il debutto per l’amministrazione nel settore fotografico, il sindaco Possamai ha definito la mostra un’occasione unica per Vicenza e ha ragione. Riportare il teatro, tramite le foto, all’interno della Basilica è un po’ farlo ritornare a casa. Il primo teatro a Vicenza fu realizzato nel 1561 da Palladio proprio all’interno della Basilica e servì a ospitare la rappresentazione de La Sofonisba di Gian Giorgio Trissino, il suo mentore che l’aveva appunto battezzato Palladio. A proposito di teatro, la famiglia Trissino, duecento anni dopo fu ancora decisiva e determinò una svolta nella vita di Carlo Goldoni. Quando Goldoni, viaggiando da Padova a Milano, si fermò quattro giorni a Vicenza, incontrò Parmenione Trissino, discendente di Gian Giorgio. Gli fece leggere la sua opera seria, l’Amalasunta, cui teneva molto, ma Parmenione la giudicò freddamente e gli consigliò di lasciar perdere gli argomenti seri e di puntare sul teatro comico. Per fortuna sua e nostra. Che cosa ci fosse scritto in quel lavoro non lo sa nessuno, perché Goldoni la bruciò. Ma si attenne al consiglio.

Irene Gemmo, presidente e amministratore delegato del gruppo di famiglia
La mostra Teatralità è frutto di una collaborazione fra pubblico e privato. Al Comune resta la promozione dell’evento, mentre il privato sopporta i costi vivi dell’allestimento, stimati in oltre 200mila euro. “Quando si pensa alla Gemmo – ha spiegato Irene Gemmo, presidente e amministratore delegato del gruppo di famiglia – vengono in mente le realizzazioni per infrastrutture e ospedali, ma siamo presenti molto anche nella cultura”.
Va ricordato, infatti, che nel 2012, la Gemmo regalò alla città il nuovo impianto di illuminazione della Basilica Palladiana, in occasione della conclusione del restauro, e anche il concerto celebrativo di Morricone, che si doveva tenere in piazza ma che il maltempo trasferì al teatro.

Alessandro Gassman nel video su Vicenza edito dalla Gemmo qualche anno fa
Per l’edizione vicentina della mostra, sono stati aggiunti sei nuovi lavori; piazza dei Signori a Vicenza, omaggio alla città, l’arena di Verona, le Procuratie di Venezia, il parlamento subalpino e palazzo Carignano di Torino, l’Ara Pacis a Roma.
All’inaugurazione dell’11 aprile sarà presente anche Alessandro Gassmann che ha già collaborato con Gemmo realizzando un video su Vicenza qualche anno fa per il centenario del gruppo.